giovedì 1 aprile 2010

Elementi di Psicopedagogia nell'antica scuola di Hogwarts


Antonio Carriero (1988) è seminarista e studente di teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese (Istituto Regina Apuliae di Molfetta). Collaboratore del periodico per ragazzi Mondo Erre, ha tra i personali interessi letterari il fantasy.

Elementi di Psicopedagogia nell'antica scuola di Hogwarts si presenta come un (ennesimo) saggio predisposto a valutare e argomentare, da un altro punto di vista, l'universo Harry Potter. La prefazione di Paolo Gulisano è una buona apertura a quello che ci si aspetta dalle pagine scritte da Carriero. Tuttavia, il lavoro del giovane seminarista appare poco curato e poco approfondito, tanto da non soddisfare le aspettative del lettore. Un appassionato dei libri di J.K. Rowling, infatti, difficilmente troverà interessante questo saggio, poiché i capitoli del libro evidenziano informazioni scontate e risapute, incapaci di fornire ulteriori spunti rilessivi a quanto già detto fin qui sulle diverse e molteplici chiavi di lettura in Harry Potter.

Volendo dimostrare la presenza di elementi psicopedagogici nella saga di Harry Potter, Carriero affronta le tematiche senza però entrare pienamente nell'argomento, dimostrando, di conseguenza, una certa distanza tra gli intenti iniziali di questo saggio e i contenuti effettivi emersi dalla pagine. Nel testo, inoltre, affiorano alcune incongruenze rispetto ai particolari originali dei libri scritti dalla Rowling. A tal proposito, spicca la parte in cui Hogwarts viene definita "scuola delle pari opportunità".Scrive Carriero: "Hogwarts, scuola di magia aperta non solo ai giovani maghi e streghe provenienti da famiglie di soli maghi, bensì da ragazzi e ragazze appartenenti al mondo babbano, promossi al sapere magico per atto di fiducia e benevolenza riposta dai fondatori nei loro confronti". Esaminando il periodo, l'affermazione può definirsi essenzialmente errata; i ragazzi e le ragazze appartenenti al mondo babbano erano sì ammessi a Hogwarts, ma presentavano comunque poteri magici: è il caso di Hermione Granger, amica fidata di Harry Potter, o di Seamus Finnigan, un altro degli studenti della Casa di Grifondoro, nato dall'unione di una strega e un babbano; per cui, ragazzi e ragazze non venivano ammessi per un semplice atto di fiducia e indulgenza.

Un elemento positivo è sicuramente la scorrevolezza. La lettura procede spedita, anche se in alcuni punti il testo non sembra essere stato editato. I buoni propositi evidenziati da Carriero non bastano a rendere Elementi di Psicopedagia nell'antica scuola di Hogwarts un'analisi psicopedagogica all'altezza delle aspettative. Il saggio assume un aspetto schematico ed elementare, con ottimi spunti scarsamente analizzati. Inoltre, l'abuso di citazioni ed esempi toglie spazio alle riflessioni, grave mancanza nei contenuti globali del volume.

Link diretto alla recensione:
http://www.fantasymagazine.it/libri/12019/elementi-di-psicopedagogia-nell-antica-scuola-di-h/

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