venerdì 9 novembre 2012

Incontro con Stelio Fenzo

Sono stanco, ho sonno, ma due righe sull'incontro di oggi pomeriggio voglio spendercele.
Ricevere tanti complimenti da uno dei grandi del fumetto italiano non è roba da tutti i giorni. Lo dico senza manie di grandezza e senza esagerare. Ho avuto davanti a me e ho stretto la mano a una persona buona e sincera, non ci vuole tanto per capire che Stelio Fenzo è fatto così. 
Breve ma intenso, l'incontro è stato gradevole. Oltre alla parte pratica, sono venute fuori vecchie storie e nomi come quello di Hugo Pratt, col quale Fenzo ha collaborato e vissuto. A un certo punto, tra una tavola e l'altra da visionare, è uscito fuori anche il nome di Andrea Pazienza; un ricordo triste e amaro quello che l'artista veneziano ha riportato alla luce. Devo ammetterlo, non mi è piaciuto, nel senso che vorrei che Paz fosse ancora con noi.  Aveva ancora molto da dire, Paz.

"Da quanto tempo disegni?" ha chiesto Fenzo. Ho risposto che lo faccio seriamente da un anno esatto. Fenzo non ci credeva, o forse è stato solo molto gentile. Sta di fatto che i miei lavori e i miei studi hanno ben figurato. Non posso che esserne felice. 

Ma chi si crogiola sugli allori è perduto, quindi chiusa parentesi e si continua. Per il momento andrò a far riposare le membra, la sveglia all'alba si fa sentire.



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