domenica 13 gennaio 2013

Prospettiva, per disegnatori a fumetti

Finalmente concluso. Prospettiva per disegnatori di fumetti di David Chelsea: qui, se vi interessa.

È la mia scimmia sul groppone. Un giorno penso che non sia indispensabile, un altro cado in depressione perché non riesco a ricordare a che diavolo serve un orizzonte (scherzo!). Ho un rapporto d'amore e odio con la prospettiva. Più odio che amore. 

No, in realtà non odio la prospettiva. Penso che sia una rogna, ma va capita, almeno nei suoi concetti basilari; un disegnatore di fumetti non ha per forza bisogno di compassi, squadre, punti di fuga, reticolati e forumule matematiche. La prospettiva, almeno in ambito fumettistico, è una questione di priorità, di scelte. C'è chi si perderebbe con le fughe - ho visto persone che ci sguazzano tutte contente -, chi invece disegna ciò che vede e quasi se ne frega dell'approccio tecnico. Tra queste due categorie io mi colloco nel mezzo, tra compromessi e bisogni da soddisfare.

Il libro di Chelsea (scoperto grazie alle letture dei più famosi libri dedicato al fumetto e pubblicati da Pavesio; mi riferisco a Capire il fumetto e Fare il fumetto, di Scott McCloud), è decisamente un ottimo libro. Prima di tutto è a fumetti, evidentemente meno noioso di tante altre guide sulla prospettiva. Pensato per il settore della Nona Arte, è indispensabile per chi si avvicina per la prima volta all'argomento, ma anche per chi ne è  pratico. Chelsea parte dai concetti base per poi finire alle scorciatoie per la prospettiva; lui stesso, ironicamente, consiglia di leggere solo l'ultimo capitolo. Ovviamente leggete anche tutto quello che trovate prima, soprattutto perché non capirete una mazza delle scorciatoie se non sapete cos'è un indizio di profondità e uno scorcio. 

A tratti mi ha spaventato, devo ammettere, sempre per la questione dei diversi tipi di approcci. Il capitolo sulla prospettiva a tre punti mette la pelle d'oca... anche se poi basta capire la sostanza per non dover contare angolazioni e incroci. Avendo comunque affrontato l'argomento a scuola alcune spiegazioni le ho saltate a pie pari, anche per non creare confusione con i concetti appresi l'anno scorso (lo so, sono paranoico). 

Non volevo e non dovevo imparare la prospettiva studiando il volume di David Chelsea (ma voi potete farlo!) Mi serviva un supporto ideale per la consultazione in casi di emergenza, tanto da sentirmi più al sicuro (paranoia, paranoia!)

Ne consiglio la lettura, ma per come la vedo io, non fate della prospettiva una ragione di vita se volete raccontare storie a fumetti. Capitela, apprezzatela, se possibile padroneggiatela, ma non limitatevi a costruire palazzi e inquadrature perfette al goniometro. 

E dopo questa perla di saggezza (dall'alto della mia esperienza), passo e chiudo.


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