giovedì 26 settembre 2013

Agents of Shield, il pilota

O più pomposamente Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.
Ne avevate sentito parlare? Probabilmente sì. È la prima serie televisiva live action della Marvel. Dopo tanto parlare è andato in onda l'episodio pilota in America. I primi giudizi in rete sono decisamente positivi. L'ho visto anch'io e non posso che concordare con le prime impressioni. Un buon debutto. 

Questa serie - che potrebbe sembrare uno spin-off ma non lo è - si collega direttamente ai chiacchieratissimi "fatti di New York", la battaglia vista in The Avengers che ha radicalmente cambiato la realtà fittizia rappresentata nell'universo Marvel al cinema. I collegamenti con il film di Joss Whedon sono ovviamente evidenti; Agents of Shield fa eco al film, ma dà subito l'impressione di voler essere del tutto indipendente... di camminare con le sue gambe, insomma. Come giusto che sia.

Nel cast, gli anelli di congiunzione tra grande e piccolo schermo sono rappresentati da Cobie Smulders (di nuovo nella tuta di Maria Hill) e dall'attesissimo Clark Gregg ritornato nei panni del simpatico agente Phil Coulson dopo la finta morte architettata da Nick Fury (non accusatemi di spoiler perché 'sta cosa la sanno pure le pietre). 
L'anima della serie è Joss Whedon, ideatore e produttore (assieme ad altri grandi, come Jeph Loeb), che ripropone nelle tematiche Marvel il suo proverbiale spirito ironico.

Questo pilota - con una microtrama autoconclusiva ma che dà il là al soggetto dell'intera serie, con diversi spunti che vedranno sviluppo con il proseguio - racconta di come lo Shield abbia deciso di (im)porsi sulla società successivamente all'attacco alieno di New York, salvaguardando la popolazione da notizie e avvenimenti tendenzialmente ancora inadatti al dominio pubblico. Le classiche missioni da agenti segreti salgono così di livello, cambiano. E qui entra in scena uno dei nuovi personaggi protagonisti, tale Grant Ward (Brett Dalton), assoldato dallo Shield per lavorare a questi casi straordinari. A completare il quadretto, un'ammiccante hacker (Chloe Bennet) e due giovani esperti di tecnologie (Iain De Caestecker e Elizabeth Henstridge). 

L'ambientazione e gli effetti visivi non hanno nulla da invidiare alle più grandi produzioni. Non ci sarà l'elivelivolo né i piani sequenza spettacolari ammirati in Avengers, ma le attrezzature in dotazione e gli effetti speciali non sfigurano (in una serie ad alto budget come questa i soldi fanno la differenza).
 
Non mancano le chicche, le battute particolari e le citazioni.
La prima mi ha convinto, aspetto con impazienza di vedere le altre.


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