sabato 22 agosto 2015

La vita in generale, presentazione di Tito Faraci a Brindisi

Ho scoperto quasi per caso della presentazione di Tito Faraci nella mia città. 
È sempre complesso definire il quadro culturale di Brindisi, perché - sembrerà assurdo - a volte sembra quasi che qualcuno si impegni a non promuovere certi eventi come si dovrebbe. Ma non voglio dilungarmi raccontando di certe dinamiche astruse e misteriose. 

Ieri, in occasione del decimo appuntamento della rassegna letteraria "Il Segnalibro" organizzato da Feltrinelli Point di Brindisi, Tito Faraci ha presentato il suo romanzo La vita in generale (Feltrinelli 2015). L'incontro si è svolto nel caratteristico cortile dell'ex convento Scuole Pie, nel centro storico. Prima dell'inizio della chiacchierata ho avuto modo di scambiare qualche parola con Faraci. Lo seguo come lettore da diversi anni, apprezzando soprattutto le sue storie su Topolino. Gente come lui l'ho incontrata al massimo al Lucca Comics & Games, ma mai a due passi da casa. Be', è stato forte. Anche per le dediche sulla copia de La vita in generale e sul numero speciale di Topolino dedicato al compleanno di Paperino (giugno 2014). 

Com'era lecito aspettarsi, nel corso della presentazione si è parlato molto di fumetto, anche se il primo argomento di discussione è stato il romanzo, più nello specifico l'illustrazione di Paolo  Bacilieri, scoperta un po' a sorpresa da Faraci, come lui stesso ha raccontanto al pubblico e a Salvatore Vetrugno, moderatore dell'incontro, giornalista e fissato degli spoiler... 

La sinossi

Il Generale, Mario Castelli, è stato alla guida di un’azienda, ha avuto una bella famiglia, ha avuto molto dalla vita. Ora non ha più niente. La sua è stata una discesa veloce, inarrestabile, provocata da un imprevedibile tradimento. Dopo la galera, scivolare in basso è stato più facile di quanto potesse immaginare. Ora vive insieme ad altre creature notturne negli anfratti dei senzatetto, dei disperati, dei barboni. Eppure, anche lì, gli uomini e le donne con cui divide la nuova condizione di dropout gli riconoscono la naturale autorevolezza di chi sa come ci si muove nel mondo. Lo chiamano come lo chiamavano in azienda, il Generale.
Tutto procede finché la giovane Rita, che ha studiato il suo caso, si mette sulle sue tracce: vorrebbe che l’azienda paterna non fosse assorbita da una combinata franco-cinese e sa che il Generale ha le competenze per aiutarla. Bella come una regina che illumina la notte, Rita conquista la sua fiducia. Da quel momento in poi, l’avventura di Mario Castelli si muove in un teatro di pescecani, manager assatanati, gelidi manipolatori che ben conosce. Sono personaggi vecchi e nuovi, facce diventate maschere e maschere con duplice identità.
Come nella grande tradizione del teatro popolare la miseria fa ridere, come nella letteratura popolare la vendetta produce peripezie, azione e riscatto.
Frank Capra, Topolino, Totò, Il conte di Montecristo – Tito Faraci porta l’audacia delle storie dei fumetti dentro un romanzo comico-sociale vorticoso e appassionante. 

Il romanzo non ha un target preciso. Faraci ha infatti affermato che è un libro per tutti coloro che amano leggere, a prescindere dall'età. Il protagonista da lui creato ha perso tutto. "Per rinascere, bisogna prima morire. E io sono stato un uomo morto" riporta la quarta di copertina. Perché Mario Castelli, il Generale, ha preso forma e nasce da due particolari paure: il fallimento e il tradimento. Fallimento economico, il terrore di non farcela, di non poter andare avanti; tradimento di un amico, la paura di essere ferito in amicizia. 




Sempre a proposito del protagonista e dei personaggi, Tito Faraci ha dichiarato di aver lavorato molto sul ritmo e sulla costruzione del cast e di essere stato scrupoloso nelle descrizioni: "Scrivere non è descrivere, dicono in molti, ma essere in grado di farlo aiuta il lettore e non è un male". 
Attento a evitare i continui giri di parole e gli spoiler del giornalista, l'autore di alcune delle più importanti storie a fumetti del panorama italiano e internazionale ha parlato anche del bisogno di utilizzare molti personaggi per dar vita al tipo di trama de La vita in generale: "Mi ha aiutato caratterizzare in maniera netta, precisa; ho trovato utile lavorare sui nomi, anche insieme al mio editore. Molti dei personaggi sono dei senzatetto e hanno tutti soprannomi che aiutano il lettore a identificarli e a ricordarli meglio. Ce li avevo tutti perfettamente in testa, anche chi aveva poche righe di descrizione. Alcuni sapevo esattamente com'erano fatti fisicamente".

Per quanto riguarda il versante fumetto, Faraci ha parlato delle sue esperienze nel settore, del fatto che scrive molto volentieri per Diabolik e della sua formazione e ispirazione. È infatti Devil - l'avvocato e supereroe cieco della Marvel Comics - ad averlo formato e appassionato. 

Artista a scrittore a tutto tondo, Faraci ha speso qualche parola anche a proposito dei suoi prossimi progetti, uno dei quali in ambito musicale, in collaborazioe con Giorgio Ciccarelli. Dodici commeventi testi per Le Cose Cambiano, album in uscita a novembre e primo solista del chitarrista dei Afterhours: "Ho scritto questo disco. Sono molto contento perché secondo me è bellissimo. Sono felicissimo e incazzato! Perché mi dispiace comparire solo nei credits, non sarò io a cantare né a raccogliere i reggiseni lanciati sul palco" ha scherzato Faraci. 

Ho trovato l'incontro molto interessante. In alcune confessioni d'autore mi ci sono ritrovato parecchio, e laddove si è parlato di personaggi, di nomignoli e descrizioni, ho capito e avuto conferma di quanto sia duro, odioso, frustrante e bellissimo scrivere una storia.



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